Abu Umar al-Baghdadi
un uomo di Stato per eccellenza
Dr. Akram Al-hijazi
(scrittore e professore universitario)
dal sito Minbar-sos
(febbraio 2007)
Rafidayn Center – cronisti islamici
Ho esitato diverse volte a commentare il discorso di shaykh Abu 'Umar al-Baghdadi, Emiro dello Stato Islamico d'Iraq, diffuso qualche giorno fa, e intitolato "Un soccorso da parte di Allah e una prossima Vittoria". Il discorso, lungo appena 17 minuti, è denso di opinioni, informazioni e insegnamenti di grande importanza, al punto che è difficile analizzare minuziosamente questo dscorso scindendolo in diversi assi indipendenti, allo scopo di facilitare la comprensione e il commento in maniera rapida. E coglierò certamente del discorso soltanto alcuni punti importanti, e affermo con assoluta certezza che questo tipo di discorso, proveniente da una organizzazione "Jihadista", è di tipo nuovo, e senza precedenti.
La maggior parte delle questioni affrontate nel discorso sono dei punti spesso causa di tensione presso i partigiani delle correnti salafite jihadiste, infatti l'osservatore di queste correnti nota l'esistenza di un estremismo presso alcuni, e maggior ragionamento da parte di altri. E la maniera utilizzata da Abu 'Umar al-Baghdadi nell'affrontare i diversi punti, tenendo conto del suo ruolo di Emiro di uno Stato, denota un enorme ardire, una profonda saggezza e un coraggio mai raggiunti finora dai comandanti della Salafiyya Jihadiyya, provando così che Abu 'Umar al-Baghdadi è un uomo di Stato per eccellenza.
Senza alcun dubbio, il punto principale del discorso, che nessun osservatore può ignorare, è l'annuncio da parte di 'Umar al-Baghdadi del "Piano Dignità". Questo piano parla di una guerra aperta su tutta l'estensione dell'Iraq, e non terminerà se non dopo "l'annuncio di Bush del fallimento del suo piano, e dopo la firma della capitolazione, trascinando dietro di lui le umiliazioni della sua sconfitta e della sua perdita", e di conseguenza, la prima lettura rientra nella risposta diretta alla strategia americana in Iraq, che comprende l'aumento delle truppe, e di nuovi piani di sicurezza.
La seconda lettura del "Piano Dignità" riguarda un periodo stipulato per una sconfitta americana… Il Piano Dignità non ha un termine fissato. Dunque, come ci si può impegnare a condurre a termine un piano, senza fissare un limite preciso nel tempo per la sua riuscita?
Se noi usiamo delle tecniche di analisi materiali, dispiegheremo senza dubbio decine di domande e dubbi profondi riguardanti la via seguita da Abu 'Umar al-Baghdadi, ma se noi utilizziamo come tecnica d'analisi la via salafita jihadista, constateremo che la riuscita del piano di Abu 'Umar al-Baghdadi è legato alla realizzazione di un insieme di condizioni stabilite dal Tawhîd sincero verso Allah ('azza waJalla), poi seguendo l'esempio del Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) e traendo delle lezioni dalle esperienze dei pii Predecessori.
Attraverso queste condizioni, possiamo così trovare una spiegazione soddisfacente per i numerosi segni della vittoria di cui testimonia il discorso, e più ancora, comprenderemo il titolo del discorso: "Un soccorso da parte di Allah e una prossima Vittoria". Da ciò deriva che Abu 'Umar al-Baghdadi non ha bisogno di impegnarsi a terminare il piano entro un termine preciso, essendo egli "determinato ad intensificare la lotta contro gli Americani, e poiché la Vittoria è nelle Mani di Allah dall'inizio alla fine, allora la sconfitta (degli Usa) si realizzerà con il Permesso di Allah".
In accordo con quanto precede, Abu 'Umar al-Baghdadi presenta gli obiettivi del piano, come se fossero i segnali della vittoria. Durante il discorso, informa su ciò che resta delle sacche di resistenza degli apostati, e sulle ferite inferte ai crociati che hanno perduto circa 75mila uomini, e sofferto di un numero molto maggiore di feriti e di invalidi, così come mette l'accento sul crollo del morale delle truppe crociate, e dei loro generali.
Ma la cosa più importante tra quelle che dice Abu 'Umar al-Baghdadi riguarda il rapporto tra lo Stato Islamico e il resto delle fazioni che non hanno ancora integrato lo Stato. Allora l'uomo sopprime tutte le polemiche relative all'argomento, e rifiuta categoricamente ogni oltraggio e dubbio riguardo a questi Mujâhidîn che non hanno ancora integrato lo Stato, poco importa la loro posizione riguardo allo Stato stesso, finché essi facciano parte della "Gente delle Frontiere", ed ecco che dichiara "Affermo le seguenti realtà ai miei fratelli Mujâhidîn che non hanno ancora prestato giuramento allo Stato Islamico: Innanzitutto, voi siete nostri fratelli, noi vi difenderemo con le nostre vite, vi sosterremo con le nostre lingue, e non vi accuseremo di miscredenza o di perversità. Dico ai miei fratelli, soldati dello Stato Islamico d'Iraq: temete Allah nei vostri fratelli Mujâhidîn, che non sentano e non vedano da parte vostra che del bene, siamo sempre allo stadio della costruzione e le decisioni dello Stato sono ancora ignorate da molti, ma sono certo che i sinceri monoteisti sono sulla via (dell'integrazione), dunque vegliate a rimanere dolci e indulgenti, o servitori di Allah!". E questa posizione è di un'importanza capitale, e annuncia "l'Unione dei Ranghi". Questo annuncio probabilmente è basato su delle sensazioni del terreno,
dovute alla forza e all'importanza dello Stato che dirige, o sulla convinzione che il resto dei Mujâhidîn si uniranno allo Stato Islamico presto o tardi. Ed è un messaggio a tutti i Mujâhidîn, dicendo loro che non è permesso sminuire il ruolo dell'altro, malgrado tardino ad integrarsi, e che ciò è una disobbedienza. Ed è la posizione che tutti, all'interno o all'esterno dello Stato Islamico, devono adottare.
La seconda domanda, che è stata così a lungo oggetto di divergenza, è: "Chi sono i più ostili all'Islâm e ai Musulmani: i Romani o i Persiani?"
Nel discorso di Abu 'Umar al-Baghdadi, si può constatare una equivalenza tra il pericolo dei Safavidi (Persiani) e l'alleanza americano-sionista (Romani), e in certi casi il pericolo Safavide supera il pericolo americano-sionista, ed è precisamente su questo punto che vi sono stati forti dissensi presso i partigiani della Salafiyya Jihadiyya.
E là, il discorso di Abu 'Umar al-Baghdadi è rivolto verso la Ummah Islamica. Egli mette i puntini sulle "i", con una grande responsabilità, e dice con una sola frase: "Ci troviamo oggi dinanzi alla stessa situazione cui i Compagni (radiAllahu 'anhum) e il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) fecero fronte alla loro epoca, all'inizio del periodo Medinese, e la nostra lotta contro i Persiani è cominciata, così come la nostra lotta contro i Romani. Ma la questione Persiana è più vile e spregevole rispetto a quella Romana, soprattutto dopo possibili attacchi nucleari limitati contro i siti nucleari e militari Iraniani". Questo linguaggio non diminuisce il pericolo Safavide, o non lo rende maggiore del pericolo Romano, ma questo linguaggio dimostra che questi due pericoli provengono da una stessa matrice. Egli determina il fondamento della lotta mediante la distinzione tra due entità che sono "la Miscredenza e la Fede". Ci si trova o nell'uno o nell'altro campo.
Per ciò che riguarda il popolo Palestinese in Iraq, egli dimostra loro di essere il più adatto ad aiutarli e sostenerli. Annuncia con grande responsabilità la notizia secondo cui decine di villaggi sono stati preparati per essi, affinché vi vivano in sicurezza, all'ombra dello Stato Islamico dell'Iraq, dopo aver sofferto del progetto Safavide in Iraq, nelle mani delle milizie di "Badr", del "Mahdi", del ministero dell'Interno e di altri servizi di "sicurezza". E dice loro: "Oggi, tra i doveri che rientrano nella mia responsabilità, che è legata al mio collo, chiamo le mie famiglie Palestinesi a ritornare sulla terra dello Stato Islamico, e specialmente ad Al-Anbar, Salahuddin, e Diyala. Decine di villaggi sono stati preparati per voi, con le migliori case, fattorie, e giardini irrigati dai fiumi, e protetti dagli uomini dello Stato dell'Islâm, e la Lode spetta ad Allah. Date la buona notizia, o nostra gente! Allah vi accorderà dopo l'affanno e la ristretterra, un sollievo e una via d'uscita per la Forza di Allah, poi grazie al sangue dei Martiri".
E ciò che è interessante è che questo appello giunge nel momento in cui i Paesi arabi rifiutano di accoglierli, e di consacrarsi ad essi, così come il governo di Maliki rifiuta di alloggiarli in Iraq, nell'ora in cui subiscono le uccisioni, i rapimenti, gli stupri e le minacce. Come può uno stato che i mass media pretendono che non esista "se non sulla carta" avere nello stesso tempo la capacità di preparare decine di villaggi, di porli in sicurezza, e il potere di accogliere migliaia di Palestinesi, che vi potranno vivere in prosperità? Mentre sono considerati dall'ordine mondiale, degli "stranieri" o delle persone in situazione di guerra? Come può lo Stato Islamico offrire dell'aiuto a degli estranei, mentre ne avrebbe più diritto esso stesso? Abu 'Umar al-Baghdadi non merita forse una lettera di ringraziamento dal popolo Palestinese? O è effettivamente un uomo di Stato diverso, e per eccellenza?
عنوان المقالة الأصلية: رجل دولة بامتياز
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